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Storia e cultura

nella foto uno scorcio del fortilizio presente a Lardaro

Lardaro occupa una posizione strategica, perché è posto là dove la valle si stringe, e quindi è più facilmente difendibile. L'imperial regio esercito austro-ungarico se ne accorse fin dall'inizio dell'Ottocento, quando qui arrivarono le truppe napoleoniche, che passarono senza pietà, gettando nel terrore queste pacifiche comunità di montagna. Nell'aprile del 1848 (per l'Italia Prima Guerra d'Indipendenza) l'invasione dei Corpi Franchi convinse lo Stato Maggiore austriaco a muoversi.

Nacque subito un primo fortilizio, sul colle Revegler, a sud di Lardaro. Ma a convincere l'Austria a fare sul serio fu la Seconda Guerra d'Indipendenza, quando il confine con l'Italia fu trasferito a pochi chilometri da qui: a Ponte Caffaro. Allora in meno di un anno (dal giugno 1860 al maggio 1861) sorsero come d'incanto tre forti: Larino, Danzolino e Revegler. Il progettista aveva previsto una linea pressochè invalicabile per quel tempo; l'impresario con cinquecento operai, fece il resto. Ma di lì a poco la storia sarebbe cambiata, e i forti avrebbero finito di svolgere la loro funzione.

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